Ancora donne... (2) Un film da vedere e, per meglio assaporarlo, rivedere. Un film non facile ma originalissimo che nobilita l'arte cinematografica e conferma il grande talento di Stephen Daldry. La sequenza iniziale è un assoluto capolavoro ma tutto il lavoro è quanto di meglio le ultime stagioni ci abbiano dato. Ogni scena ha una potenza drammatica ed espressiva eccezionale. La musica di Philip Glass è struggente ed efficacissima, il montaggio favoloso, le diverse ambientazioni accuratissime. La sceneggiatura del drammaturgo David Hare delinea perfettamente le angosce, le perplessità, i tormenti nella giornata di tre donne di epoche diverse, dimostrando come la solitudine e l'infelicità siano identiche nel tempo e nello spazio. Lo spettatore all'inizio è disorientato ma poi entra facilmente, immergendosi completamente, nella triplice storia che poi è un'unica storia, un unico racconto delle tempeste interiori che un essere umano può avere.
Portentosa la prova di tutti i numerosi attori che affollano la vicenda (nessuno escluso), prodigiosa la prova delle tre Grandi Signore la cui performance sono superiori a ogni possbile commento.
p.s.
1)è un delitto dividere in primo e secondo tempo un film del genere (i gestori delle sale amano il cinema?);
2)forse l'Academy Awards nell'indicare le nominations agli Oscar non vede i film: che senso ha avere nominato Nicole Kidman in una categoria, Julianne Moore in un'altra e addirittura Meryl Streep per un altro film? Intelligentemente il Festival di Berlino le ha premiate exaequo (unica soluzione possibile).
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