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cinebloggers >>Ho visto un film >>Chicago


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filmleo- 02-17-2005
Chicago
:cry: Delusione per quello che era stato presentato (dalla maggioranza dei giornali) come un capolavoro e che Sky trasmette in questi giorni. Tecnicamente il film è di una perfezione assoluta. Per più di due ore restiamo a bocca aperta per le coreografie strabilianti, il ritmo velocissimo, le stupende musiche, il montaggio favoloso… A ogni singola scena siamo tentati di alzarci e di applaudire, profondamente convinti che di meglio non si possa fare. Eppure… Qualcosa non funziona se a me, appassionato da sempre di musical, il film non è affatto piaciuto. Cosa non funziona? L'impressione è che sia una fredda operazione di tavolino con l'intento non di ammaliare o di far sognare o di divertire… ma semplicemente di sbalordire. Ogni inquadratura sembra sbatterti in faccia il messaggio "Guardate quanto siamo bravi!". Tanta perizia tecnica ma senza anima. Non c'è autoironia, l'affresco dell'epoca manca (le tematiche toccate, l'arrivismo nel mondo dello spettacolo e la manovrabilità dei mass-media, sono tipiche di oggi più che di ieri), il coinvolgimento emozionale del pubblico latita (unica eccezione: il numero musicale di John C.Reilly, il marito tradito, di eccezionale drammaticità e impatto emotivo). Per quanto riguarda gli attori, un applauso meritato alla bravissima Queen Latifah, nel ruolo della carceriera, e a Catherine ZetaJones, una vera sorpresa. Richard Gere, la cui voce ricorda in modo impressionante quella di Gene Kelly, si diverte e lo fa vedere (divertendoci). Pollice giù per Renèe Zellweyer, inspiegabilmente candidata all'Oscar: nel ballo se la cava ma la sua voce è un supplizio e non riesce affatto a dare spessore a un personaggio che dovrebbe essere la chiave del film (sembra che Madonna desiderasse questo ruolo: sarebbe stata una bomba!). p.s. 1)come si fa ad appassionarsi a una vicenda in cui tutti sono negativi e hai la tentazione di sbatterli al muro? 2)stranamente lo schermo sembra rimpicciolire la visione dello spettacolo e si avverte la necessità di un grande palcoscenico

kekkoz- 02-17-2005
dal mio post
Posto un estratto da un post vecchissimo (31 gennaio 2004) sul suddetto filmotto. Come tutti i post vecchi, non mi convince, ma ripetermi sarebbe una perdita di tempo. "...Certo, che Marshall non sia un super-regista si vede eccome, come in alcune parti un tantino "piattine": non c'è (perché non vuole esserci, intendiamoci) la geniale destrutturazione di Luhrmann. C'è solo la voglia di raccontare una storia, e di raccontarla come si deve. Insomma, non che la regia sia terribile, ma si tiene comunque su un registro medio (o mediocre), tra un gusto teatrale simpaticamente retrò (mantenendo molti numeri su un palco) e l'ampio sfruttamento delle visioni di scenografi e costumisti. Il mio giudizio è quindi nettamente positivo, ma senza strafare."

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