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filmleo- 03-12-2005
Donne donne...
:D Marzo, mese tradizionalmente dedicato alle donne. Vorrei qui ricordare due bellissimi film imperniati su delle indimenticabili figure femminili. Il primo è del 1985, il secondo del 1991. Steven Spielberg è spesso sottovalutato. Per molti è semplicemente un formidabile costruttore di giocattoloni acchiappasoldi ma si dimentica che ha creato opere importanti come "Duel", "Schindler’s list", "Salvate il soldato Ryan"… "Il colore viola" fa senz’altro parte di questo gruppo. Il film è tratto dal romanzo Premio Pulitzer di Alice Walker e parla di una ragazza che viene venduta dal padre, una storia di violenza familiare e dignità violata. L’accento non è tanto sul razzismo (comunque ben presente) quanto sulla condizione delle donne, donne che non sono libere, anzi non devono essere libere. Un film che fa riflettere e aiuta anche a capire le difficoltà dei diversi nel farsi accettare (rispettare). Crudo nella sua rappresentazione della vita, ma con una sottile dose di speranza per il futuro (l’happy end fu da alcuni criticato), "Il colore viola" fu candidato a 11 Oscar ma scandalosamente non ne vinse nessuno. Eppure almeno Whoopi Goldberg l’avrebbe strameritato (si stenta a credere che fu il suo esordio sul grande schermo). Un ruolo insolito, magistralmente interpretato, per un'attrice che di lì a poco diventerà la regina della commedia americana spopolando come attrice comica. p.s. da sottolineare che il film contiene quella che da molti viene considerata la più bella scena d’amore tra due donne mai vista al cinema (e io concordo in pieno). Con "Thelma & Louise" Ridley Scott, aiutato dalla sceneggiatrice (premiata con l’Oscar) Callie Khouri evidentemente esperta dell’amicizia e complicità femminile, ha creato un film-manifesto che è anche un grande spettacolo (come dimenticare i paesaggi, gli spazi infiniti mai filmati con tanta maestria?). Un inno alla libertà, alla gioia di vivere, all’immaginario contro ogni forma di discriminazione, di oppressione, di vieto maschilismo. Un inno alla vita che vale la pena di essere vissuta contro lo squallido grigiore del quotidiano. Un inno all’indipendenza e alla autonomia, senza costrizioni né condizionamenti né compromessi. Famoso finale tragico: il regista vuole forse dire che le donne per essere vive e libere possono solo morire? Grande performance di due grandi: Susan Sarandon ha continuato ad esserlo in tutti i film interpretati, Geena Davis purtroppo ha avuto rarissime occasioni per dimostrare quello che vale.


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