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darkripper- 01-18-2005
Un ragionamento sulla violenza e sull'efferato
Devo dire, che questo post di Ohdaesu mi ha fatto riflettere. Fermo restando la libertà di espressione, che ovviamente é importantissima, mi ha fatto comunque ragionare sul problema della violenza. Cosa si può far vedere? e soprattutto, se si può parlare di ogni cosa, é altrettanto legittimo far vedere, ogni cosa? Questo perché il cinema non é obbligato a mostrare, anzi. Sappiamo benissimo che spesso ciò che non é visibile é molto più efficace. Da scrittore principiante mi trovo a scrivere di cose abbastanza ributtanti, ma per quanto mi é possibile tengo la m.d.p. lontano dal gore. Questo perché considero l'efferato un materiale di risulta dell'argomento "violenza", e non mi interessa particolarmente. E soprattutto, come detto prima non credo che per parlare di qualcosa al cinema o in letteratura sia perforza necessario mostrare quella cosa. Non ho visto Saw, non credo lo andrò a vedere. Non reggo bene il gore. Quando ne ho visto il trailer ho pensato subito a Miike, tanto che in un primo momento pensavo fosse un film importato dal giappone o magari dalla corea. Scoperto che in realtà di film occidentale si trattava, ho ripensato alla capacità del cinema occidentale di metabolizzare l'esterno e di renderlo commestibile per il grande pubblico. Senza aver visto il film, visualizzavo ormai un film che exploitava Miike (più di quanto non faccia lui da solo) senza qualcosa di assimilabile alla sua poetica e ai contenuti dei suoi film. Il ragionamento, ovviamente funziona soltanto se Saw é una merda. Massimo rispetto, al contrario se si parla di gran film. Ogni film che parla di violenza é stato prima o poi accusato di esserne complice. Ci sono passati tutti. La mia domanda é, non si può evitare? E' davvero necessario mostrare ogni cosa e farsi triturare da critici insulsi come Farinotti?

infamous- 01-18-2005

a me piace vedere la violenza. sono cresciuto ammazzando e fraggando. andando in giro per città e mondi sconosciuti a sparare e annientare tutto ciò che si muove. e poi di che violenza si parla? Se le immagini che arrivano nei tg non turbano affatto la maggioranza silenziosa (a patto che non si vada a toccare il nostro villaggio vacanze) perchè mi dovrei preoccupare di non mostrare la violenza? la sfida IMHO non è tanto quella di far emergere la violenza non rappresentandola, quanto di riuscire a rendere il dolore che provoca (rappresentandola o meno). sui "critici" non dico niente.

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