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Francesco- 02-15-2005
Una lunga domenica di passioni
Premettiamo subito che ho odiato "Amélie", nel senso che l'ho trovato spudoratamente ammiccante, falso e pericoloso per il cinema (non inteso come sala cinematografica) e gli spettatori. Premettiamo che adoro "Delicatessen", e mi piacerebbe che Jeunet tornasse "povero" per rifare un film del genere. Insomma, sono andato a vedere "Una lunga domenica di passioni" con un po' di pregiudizi, che sono stati alimentati dalla visione. Insopportabile. Insopportabile la faciloneria di Jeunet, il gusto per il carino e per l'ossessione di mostrare tutto (ma le foto d'epoca animate sono così carine, vogliamo non farle vedere?). Insopportabile la pochezza attoriale della Tatou (basta, basta, possibile che non ci siano attrici migliori per ruoli del genere?). Insopportabili gli attori di contorno, tutti buffi-ma-così-umani. Insopportabile il discorsetto sulla guerra (non vale essere realisti con i fischi di proiettili e il sangue e poi fare pronunciare ai personaggi frasi banali e stereotipate che neanche il temino sulla pace dato in quinta elementare). Insopportabili i soliti rimandini al destino ("Se finirò questa recensione prima che suonino alla porta, allora..."). Insopportabili le ricorrenze stilistiche e di contenuto (vedi la battuta che lui dice le due volte che i personaggi si incontrano). Vabbè, mi sono sfogato. Attaccate pure.

ohdaesu- 02-16-2005

Non attacco perché non c'è niente da attaccare. Così come Amélie, anche questo film è destinato a dividere: da un lato quelli che ammirano la fantasia di Jeunet, l'accumulo di storie e di particolari, il grottesco, la trascinante inventiva (a questa tipologia di spettatori sarà rinfacciato di essere pubblicastro di bocca buona che abbocca a tutte le trappoline furbe del furbo regista); dall'altro lato, quelli che ci vedono solo furbizia, carinerie ruffiane, macchinosità inutile, e solo l'ombra del Jeunet che fu (e questi saranno accusati di snobismo duro-e-puro, con voltafaccia a Jeunet da quando si è messo a far soldi con troppe romanticherie). Inutile tentare di conciliare le due fazioni. Io sono tra il pubblicastro di bocca buona. Mi si perdonerà l'ingenuità.

kekkoz- 02-17-2005
mi unisco
mi unisco a ohdaesu, sono anch'io pubblicastro ignorante: adoro Amelie, e il film di Jeunet mi è piaciuto. meno che a Ohdaesu, ma comunque... ecco. però ci sono dei però, ovviamente, cristo. la Tatou è un disastro, davvero un disastro. e la difficoltà di Jeunet nel giocare tra la forma-film e la forma-romanzo è davvero cigolante, e troppo spesso cigolante. cercherò di scriverne un post un po' più coeso domani, ché oggi ho gli arretrati della mia assenza prolungata. a domani, dunque. ps: francesco: lo sapevo che ti avrebbe fatto schifo. un po' ti conosco, ormai.

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